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Quantità e qualità nell'età dell'informazione e delle telecomunicazioni

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Postato il 29 April 2012, 15:20

In tutte le società moderne, grazie alle rivoluzioni tecnologiche legate all’informatica e alle telecomunicazioni, la disponibilità e l’accessibilità alle informazioni è cresciuta esponenzialmente e, con essa, inevitabilmente anche il relativo rumore di fondo. Il tutto sommato ai tentativi censori camuffati da regolatori di quei soggetti che, soltanto fino a pochi anni fa, ne detenevano il monopolio esclusivo. Questa, che senza alcun dubbio è un’opportunità eccezionale e una vera e propria rivoluzione culturale e sociale, pone, però, la sfida di un cambio di paradigma nel modo di selezionare e fruire dell’informazione che, a seconda dell’esito, può portare ad una maggiore cultura, libertà e consapevolezza, piuttosto che verso un degrado e una mercificazione con relativa perdità di libertà e autonomia.

Una fonte virtualmente infinita di informazioni

La tecnologia e lo strumento che meglio sintetizza questa rivoluzione è costituito da Internet , con tutte le applicazioni che sopra ad esso sono costruite, probabilmente una su tutte, il World Wide Web. Grazie a questo strumento, ognuno di noi, ha possibilità di accedere ad una quantità di informazioni virtualmente infinita, soprattutto se rapportata alla capacità e alla disponibilità di risorse di un singolo individuo per la consultazione e l’assimilazione, anche solo parziale, di concetti e contenuti. Dove una volta i limiti all’accesso alle informazioni erano di tipo strutturale e del tutto esterni all’individuo adesso il limite è diventato la capacità di elaborazione dell’individuo stesso, che, anche se armato della maggiore dedizione, motivazione e volontà, mai potrebbe riuscire a fare sue anche solo una piccola parte dei contenuti di cui può disporre. Se una volta solo raramente si sarebbe potuto fruire in maniera continua di informazioni e toccare con mano i nostri limiti, nella nostra età questa è divenuta la regola e sempre più persone raggiungono questi limiti nella piena incosapevolezza, assuefazione e apparente soddisfazione.

Illusione del controllo e overdose da informazione

Davanti ad un simile scenario non è per niente difficile farsi prendere dall’entusiasmo e da una sorta di delirio di onnipotenza e illusione di controllo che, seppur nella maggior parte dei casi alimentato da notevole curiosità e da sete di conoscenza apprezzabile, augurabile e indubbiamente positiva, rischia di portare ad un processo di mercificazione e consumo: il contenuto e la qualità dell’informazione vengono sacrificati alla quantità. Non c’è più tempo per fermarsi a riflettere su cosa si sta leggendo, vedendo o ascoltando perchè c’è da procurarsi e da leggere, vedere o ascoltare gli altri infiniti contenuti ai quali siamo in grado di accedere, direttamente o indirettamente. Non si tratta più di acquisire un’ informazione ma di saltare senza soluzione di continuità da una all’altra in un circolo senza fine: l’informazione si trasforma da oggetto a strumento, nell’illusione che sia possibile riuscire ad acquisire tutto il disponibile. L’intero scenario si complica ulteriormente se si considera che all’aumento delle informazioni corrisponde anche un’aumento del rumore di fondo che non fa altro che aggravare il rischio di overdose.

L’importanza di scegliere

Dal momento che il limite strutturale è fortunatamente venuto meno non resta altro da fare, per prevenire l’overdose, che prendere coscienza e dimestichezza del nostro limite personale nella capacità di elaborazione e di rivedere il nostro modo di selezionare e fruire l’informazione di conseguenza, sostituendo al precedente limite strutturale sul quale non avevamo controllo un nuovo limite personale autogestito e flessibile. In questo processo di consapevolezza e di rinnovamento assume un ruolo chiave il processo di scelta e selezione delle fonti e delle informazioni. Dovremmo affinare e allenare il proprio senso critico e la propria capacità di scelta con un occhio di riguardo alla qualità piuttosto che alla quantità. La quantità non è un valore in quanto tale ma in quanto ci fornisce un’ottima palestra dove testare e affinare consapevolezza, libertà e facoltà di scegliere: partire da un numero maggiore di possibilità iniziali ci dà maggiore libertà nello scegliere quello che per noi è maggiormente importante con in più un utile allenamento in termini di consapevolezza e senso critico.
Questo processo, oltre a massimizzare la soddisfazione e il piacere personale nella fruizione di contenuti e informazioni, ha l’indubbio merito di allenare la nostra capacità di scegliere: le nostre fonti così come la nostra strada nella vita. Meglio una scelta sbagliata ma ragionata che tante scelte giuste ma prese in maniera inconsapevole e semiautomatica.


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